2025-04-04



















Archivio :
Le otto meraviglie della provincia di Covasna; musica romeno-irlandese, con versi dal Cimitero allegro di Sapanta
(2010-09-13)
Ultimo aggiornamento: 2010-09-20 12:45 EET
Chiesa Covasna La bella provincia di Covasna (centro della Romania), nota anche come la provincia delle chiese fortificate e dei portoni di legno scolpiti, sarà promossa attraverso otto “meraviglie locali”. Un progetto approvato dal Consiglio provinciale prevede una strategia di marketing per la loro promozione. Tra le meraviglie di Covasna si annoverano la Chiesa Cattolica di Ghelnita, risalente al XIIIesimo secolo e inclusa nel patrimonio dell'Unesco, il Museo Etnografico di Cernat e il Museo delle corporazioni degli artigiani di Targu Secuiesc, che vanta anche una bella collezione di bambole in costumi tradizionali, ma anche la Riserva Mestecanisul de la Reci, con una ricca flora e fauna, dove qualche anno fa fu girato il Cold Mountain, con Nicole Kidman protagonista. Il progetto include anche il Piano inclinato di Covasna-Comandau, ma anche il sito naturale di Ciomad – Balvanyos, con tante grotte e mofete, tra le più grandi in Europa. Il presidente del Consiglio provinciale di Covasna, Tamas Sandor, ha spiegato che il progetto è volto ad attirare un numero quanto più grande di turisti e a contribuire allo sviluppo economico della zona.
Maramures
Un celebre compositore irlandese, Shaun Davey, ha composto una suite di 12 motivi, in cui abbina elementi tradizionali di Romania e Irlanda, con quelli di musica classica. I versi sono gli epitaffi del Cimitero allegro di Sapanta. E’ questo il nome della località situata nel nord estremo della Romania, nella zona del Maramures, sulla riva destra del Tibisco. Il nome del cimitero sorge dall’usanza tramandata di generazione in generazione di scrivere sulle croci multicolori del cimitero degli epitafi satirici sui defunti. La leggenda dice che questo atteggiamento allegro di fronte alla morte risale agli antenati daci, che credevano nella vita eterna e guardavano la morte come un passaggio verso un mondo migliore, non come un finale tragico, ma come un’occasione di incontrare il dio supremo, Zamolxe.

Il cimitero di Sapanta fu creato alla metà degli anni ‘30 dall’artigiano Stan Ion Patras, che non solo intagliava le croci, ma le dipingeva anche e scriveva gli epitafi satirici. Dopo la sua morte, nel 1977, la sua opera fu continuata da Dumitru Pop Tincu. Il materiale adoperato per le croci è legno di quercia scolpito a mano. La parte superiore di ogni croce raffigura una scena dipinta dalla vita del defunto, tratta dalla vita quotidiana: una donna che tesse la lana, o che lavora a un tappeto, o mentre prepara il pane, gli uomini che tagliano le legna o arano la terra, pastori con il gregge, o dei liutisti. Una volta scolpita, la croce è dipinta al solito in blu, mentre le scene di vita quotidiana sono dipinte in giallo, rosso, bianco o verde. Tutte le croci hanno epitaffi con rime semplici, dai 7 ai 17 versi. Sono epitafi sinceri, spontanei, scritti in prima persona, satirizzando di frequente i defunti. E’ come se fosse conferita loro una seconda vita. La maggior parte delle 800 croci dipinte sono un vasto archivio che presenta la storia degli abitanti di Sapanta e, implicitamente, di queste belle contrade romene.

Tornando alle musiche del compositore irlandese, che di recente hanno portato all'organizzazione di un festival a Sapanta. Le nuove composizioni di Shaun Davey sono state eseguite da strumentisti irlandesi, mentre i versi interpretati dal coro della Facoltà di Teologia di Sibiu (centro della Romania). Il festival “La lunga via verso il Cimitero allegro” ha portato tanta musica romena e irlandese, workshop dedicati all'arte del tagliare il legno, ma anche alla ceramica, ai tessuti e costumi popolari e alle danze e musiche antiche. Protagonisti delle musiche tradizionali romene sono stati l'artista Grigore Lese e strumentisti e ensemble del Paese.
 
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