2025-04-04



















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La magia dei giocattoli, in mostra a Bucarest
(2013-01-04)
Ultimo aggiornamento: 2013-01-15 12:35 EET
Ogni anno, le feste natalizie riportano alla ribalta l’argomento dei giocattoli - regalo obbligato da offrire ai bambini e non solo. Lungo il tempo, la produzione di giocattoli si è diversificata e sviluppata parallelamente con lo sviluppo dell’industria e con le esigenze della società. A partire dai primi di dicembre scorso i bucarestini hanno avuto modo di ammirare giocattoli degli anni 1895 - 1930, periodo in cui la loro produzione aveva raggiunto una massima rafinatezza. La mostra “Bing. La magia dei giocattoli”, allestita al Museo Nazionale di Storia della Romania, ha presentato i giocattoli della dittta tedesca Bing, famosa all’epoca. La mostra è stata organizzata dall’Associazione Collezionisti di Giocattoli Vecchi.

Il suo presidente, che è anche proprietario di alcuni dei giocattoli esposti nella mostra, Victor Ioan Tartacuta, ha offerto dei dettagli. “La Romania non ha avuto molti produttori di giocattoli. Importava molto, come d’altronde molti altri Paesi dell’Europa, perchè il 90% delle fabbriche di giocattoli si trovavano in Germania. La Romania aveva nel periodo compreso tra le due guerre mondiali una popolazione ricca, in grado di comprare molti giocattoli. Siccome si trattava di giocattoli dipinti e fatti a mano al 90%, più un giocattolo era grande, più lavoro esigeva e, di conseguenza, costava di più. Molti erano anche i negozi di profilo. A Bucarest c’era un grande negozio su Calea Victoriei (viale principale di Bucarest) e vorrei ricordare che la fabbrica tedesca Bing partecipò nel 1906 alla grande mostra organizzata da Re Carlo I, vincendo la medaglia d’oro”, spiega il nostro interlocutore.

Cucine in miniatura, macchine da cucire, peluche, piccole navi o autobus, trenini in corsa presso stazioni minuscole, tutto sembrava parte della favola di Hoffman “Schiaccianoci”. Erano tutti giocattoli che si trovavano nei negozi romeni nel periodo interbellico. Quali erano preferiti? “Anche in quell’epoca c’era una specie di discriminazione, in quanto i giocattoli per i maschietti erano molto più numerosi di quelli per le femminucce. Un altro esempio che la Romania significava qualcosa in Europa è il fatto che una serie di navi grandi giocattoli recava nomi famosi. C’era nella collezione della ditta Bing una grande nave dal nome Hohenzollern (la dinastia che aveva dato i reali di Romania), ed è una nave molto rara che figura in tutti i cattaloghi francesi, inglesi e tedeschi”, aggiunge Victor Ioan Tartacuta.
 
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