Migrazione per lavoro: ''Crescere insieme'' bambini rimasti a casa |
(2010-05-31) |
Ultimo aggiornamento: 2010-06-03 16:57 EET |
Più di 80.000 bambini romeni hanno uno o entrambi i genitori partiti a lavorare all’estero. E' quanto rilevano i dati ufficiali, resi pubblici di recente a Bucarest, alla presentazione di un programma tipo “scuola dopo scuola”, volto a diminuire l’impatto negativo della migrazione dei genitori in Italia. Il progetto è stato lanciato alla presenza del ministro dell’educazione, Daniel Funeriu, e dell’ambasciatore italiano a Bucarest, Mario Cospito. Il programma, attivo in otto scuole di Bucarest e delle province Timis, Caras-Severin, Hunedoara (ovest), Dolj (sud-ovest), Dâmboviţa, Argeş, Bucarest (sud) e Constanza (sud-est), ha coinvolto finora 234 bambini, puntando sul loro orientamento scolastico e consulenza individuale, ma anche sulla comunicazione con i genitori all’estero. I maggiori rischi sono l’abbandono scolastico, l’esclusione sociale e la vulnerabilità di frequentare ambienti pericolosi. Il progetto, promosso dall'Associazione ''Salvate i bambini'' Romania, è appoggiato dal gruppo Enel, attraverso Enel Cuore onlus e Intesa Sanpalo Bank, entrambi presenti in Romania. Salutando l’iniziativa, l’ambasciatore Cospito ha sottolineato quanto sia necessario appoggiare i bambini i cui genitori lavorano all’estero.
''I bambini i cui genitori lavorano all’estero costituiscono una categoria speciale, noninclusa in programmi speciali o pedagogici'', ha spiegato la Presidente dell'ong romena, Gabriela Alexandrescu. Gli studi e le inchieste sociali condotte dall'ong ''Salvate i bambini'' hanno rilevato che questi bambini si confrontano con una serie di problemi specifici, tra cui il rischio dell’abbandono scolastico, l’esclusione sociale e il rischio di entrare in entourage inadeguati. Per ridurre l’impatto negativo associato alla migrazione dei genitori, l'implementazione del programma passa per alcune tappe essenziali, tra cui il sostegno e l'orientamento scolastico e la consulenza per bambini; lo sviluppo dei programmi di tempo libero, l’agevolazione della socializzazione e la garanzia della comunicazione permanente con i genitori partiti; la promozione di programmi di supporto e consulenza per le persone che badano i bambini.
“Questa iniziativa risponde pienamente all’impegno sociale di Enel Cuore e ai valori che la nostra fondazione difende. E’ grande soddisfazione per noi poter vedere che d’ora in poi, in questi centri regionali, i bambini riceveranno assistenza, consulenza e avranno la chance di un futuro migliore”, ha dichiarato Paolo Chighine, Direttore Relazioni esterne di Enel Romania.
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