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Premi per gli inventori romeni; pellicole romene a Cannes; 15 anni dalla prima spedizione romena al Polo Nord |
(2010-04-26) |
Ultimo aggiornamento: 2010-05-17 10:24 EET |
La Romania, vincitrice nel 2009 del Gran Premio al Salone Internazionale di invenzioni di Ginevra, ha ottenuto anche nel 2010 risultati notevoli. La 38esima edizione del Salone ginevrino ha riunito quest’anno quasi 1000 invenzioni presentate da 785 inventori di 45 paesi. Raluca Ioana van Staden ha vinto il Trofeo d’Oro dell’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale per la Migliore Donna Inventore. L’onorificenza le è stata assegnata per l’invenzione di un sensore che scopre l’esistenza del cancro nel corpo umano a livello mollecolare in meno di sei minuti. Il progetto è stato realizzato a Timisoara (ovest) nell’unico laboratorio di tecnologia analitica di processo in Romania. Un altro romeno, Corneliu Birtok-Baneasa ha vinto l’oro per un dispositivo dinamico di trasferimento dell’aria, che fa calare il consumo di carburante e le emissioni inquinanti. Un'altra invenzione romena – un impianto di lubrificazione automatica, realizzato da un gruppo di esperti, utilizzata attualmente da una centrale idroelettrica del paese, ha vinto la medaglia d’oro. L’impianto è stato premiato anche nel 2009 al Salone Internazionale di Invenzioni di Bruxelles.
Le pellicole “Aurora” del regista romeno Cristi Puiu e “Martedì, dopo Natale” del collega connazionale Radu Muntean, sono state incluse nella sezione “Un Certain Regard” al Festival di Cannes 2010, che si svolgerà dal 12 al 23 maggio. Finora il regista Cristi Puiu ha vinto numerosi premi internazionali. Il lungometraggio “La morte del signor Lazarescu” aveva vinto nella sezione “Un Certain Regard” nel 2005 e nello stesso anno si era aggiudicato il Premio speciale della giuria al Festival del film di Chicago. Altri film romeni proposti quest’anno a Cannes sono dei cortometraggi: “Magda” della regista Adriana Pendiuc, selezionato nel programma Short Film Corner. Nello stesso programma saranno presentati “Dieci” di Dorian Bogura, “La campana” di Sabin Dorohoi, “Pioggia nel deserto” di Ilinca Neagu, “Il corpo di Corde” di Dinu Margarit. Mentre il cortometraggio “Ricerca /Quest” di Ionut Piturescu è stato selezionato nella sezione Quinzaines des Realisateurs.
Dei milioni di giovani appassionati d’avventura, pochi hanno il coraggio di combattere, da adulti, per avverare le avventure sognate. Un viaggio ai Poli è uno di questi sogni e dei romeni, il primo ad aver compiuto questa eccezionale esperienza fu Emil Racovita. Tra il 1897 e il 1899 si recò in Antartica come membro di una spedizione di naturalisti belgi. Purtroppo, non arrivò al Polo Sud, ma vi tornò con una nuova passione, per la speleologia. Sebbene ora Emil Racovita sia considerato il fondatore di questa disciplina, la spedizione verso il paese dei ghiacci perenni non è mai stata dimenticata, aprendo la strada ad altri appassionati ricercatori. Uno di questi è l’ingegnere chimico romeno, appassionato di antropologia, speleologia e, ovviamente, ricerche polari – Teodor Negoita, che raggiunse il Polo Nord 15 anni fa, come membro di una spedizione russa di ricerca.
“L’idea della mia spedizione al Polo era di più vecchia data. Con ogni spedizione che organizzavo, sia nel nord estremo del Canada, nell’arcipelago Spitsbergen nel nord della Siberia, o in Groenlandia, il mio pensiero al rientro in patria era di salire ad una altitudine più alta. All’inizio fu un’ambizione personale. Quindi, mi resi conto che raggiungere il Polo Nord era un’impresa che metteva in evidenza il potenziale umano di un paese. Noi siamo partiti da Mosca e fummo sbarcati a 85 gradi latitudine nordica. Da qui abbiamo cominciato la strada verso il Polo, sugli sci, con slitte da noi trainate. Sulla strada abbia raccolto prove marine e di ghiaccio, in margine alle quali abbiamo scritto ricerche sulla radioattività nell’Artide e sul grado di inquinamento delle zone polari”, ricorda Teodor Negoita.
Dopo l’Artide, fu il turno dell’Antartide ad essere esplorata. Teodor Negoita ha creato al Polo Sud il primo punto di ricerca romeno, in collaborazione con l’Australia, e cioè la stazione Law-Racovita, nome-omaggio al primo romeno che ha raggiunto il sud estremo del pianeta. Creata nel 2006, la stazione Law-Racovita è oggi il centro di un progetto a finanziamento europeo, che studia i cambiamenti climatici della zona. Ecco come un viaggio effettuato 15 anni fa nel nord estremo, si è prolungato nel sud estremo, con successo.
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 La mascotte storica di RRI
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