Il ponte di Calafat, un progetto nato cent'anni fa |
(2012-11-13) |
Ultimo aggiornamento: 2012-11-14 17:13 EET |
Lungo la storia dei romeni, ci furono dei periodi in cui ponti sul Danubio volevano costruire solo chi voleva invadere le nostre terre: i persiani, i romani o gli ottomani. Per i romeni era più sicuro lasciare il Danubio come confine naturale, senza alcun ponte. Nell’Ottocento, durante il regno di Carlo I, l’architetto Anghel Saligny costruì un ponte in pietra sul Danubio, addirittura degno dei Guinness dei Primati, poichè all’epoca era il secondo come lunghezza nel mondo.
L’idea di un secondo ponte apparse subito dopo, sempre durante il regno di Carlo I, cent'anni fa. “E’ da un secolo che vogliamo costruzioni che ci avvicinino: dei ponti sul Danubio. Uno di questi, che lega la città bulgara di Vidin a quella romena Calafat, è un progetto del 1912”, scriveva il docente universitario Lucian Pricop sottolineava in un articolo. In un’intervista rilasciata nel secondo decennio del Novecento al quotidiano “Universul”, il sindaco di Calafat, Stefan Marincu, diceva: “Il problema è grande e delicato”.
Il sogno di re Carlo I di far costruire un ponte sul Danubio a Calafat si è avverato un secolo più tardi. La scelta di Calafat, per re Carlo I aveva una motivazione sentimentale. Ogni anno, nel suo viaggio sul Danubio, dall’ingresso del fiume nel nostro Paese fino allo sbocco nel Mar Nero, il re si fermava a Calafat e scendeva per rievocare la vittoria dei romeni a Vidin, nella Guerra dell’Indipendenza del 1877. Era la sua lezione di storia viva, che ricordava a quanti lo accompagnavano.
Infine, dal 2012, la Romania e la confinante Bulgaria sono connesse dal secondo ponte sul Danubio, che collega la località romena di Calafat a quella bulgara di Vidin. Quello tra Giurgiu e Ruse, costruito nel 1954, è noto anche come il Ponte dell’amicizia. A fine ottobre è stato installato anche l’ultimo tratto del ponte che sarà inaugurato ufficialmente in primavera.
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