Tradizioni nella Domenica delle Palme, detta dei Fiori nel mondo ortodosso |
(2010-03-26) |
Ultimo aggiornamento: 2010-04-09 12:34 EET |
Nell’ultima domenica della Quaresima, i cristiani festeggiano l’ingresso del Signore a Gerusalemme. Domenica delle Palme nel mondo cattolico, i romeni, a maggioranza ortodossi, la chiamano Domenica delle Florii, cioè dei Fiori. I fedeli portano in chiesa ramoscelli di salice, per ricordare le palme con cui la gente accolse Gesù Cristo a Gerusalemme più di 2000 anni fa. I ramoscelli di salice rivestono un significato di protezione, per l’uomo e per il suo spazio vitale – la casa, le sue attività e il posto dove vive.
Dopo la messa, la gente torna a casa con gli stessi ramoscelli di salice con cui tocca tutti i famigliari, dopo di che vengono appesi alle icone. Nel passato, i ramoscelli erano custoditi a lungo e ogni volta che un danno o una calamità naturale colpiva la famiglia o l’abitazione, la gente ne bruciava alcuni, perché si credeva che il loro fumo allontanava il male. Si dice anche che il salice abbia delle virtù terapeutiche. Anche gli apicoltori spargono dei rami di salice intorno alle loro arnie, nello stesso giorno, mentre i contadini li mettono nei campi coltivati.
Si dice che quando la Vergine Maria, stava cercando il Figlio, trovò tanti ostacoli lungo la strada. In fine, arrivata in riva ad un fiume, la Madonna pregò il salice di farsi ponte per aiutarla a passare. Il salice la aiutò e per questo il legno del salice è benedetto e, laddove nasce, cresce sempre di più. Nelle tradizioni precristiane, il salice era un simbolo dell’abbondanza, della crescita e della permanenza della vegetazione. Come tradizione gastronomica, nella Domenica delle Palme i romeni mangiano pesce e sorseggiano un bicchiere di vino: il pesce, simbolo di Gesù e il vino – simbolo del suo sangue.
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