2025-04-04



















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Dal Museo del Contadino al Festival di Berlino
(2010-03-23)
Ultimo aggiornamento: 2010-03-26 18:44 EET
Il Museo del contadino romeno, un’istituzione emblematica per Bucarest, fu fondato nel 1906 per mettere in risalto l’identità nazionale dei romeni. La sede fu scelta in un quartiere residenziale, vicino all’uscita dalla città a quell’epoca, in un edificio di stile neoromeno. Nel periodo fra le due guerre ebbe collezioni di arte nazionale e popolare della collezione privata di Alexandru Tzigara-Samurcas. Dopo la guerra, le autorità comuniste destinarono l'edificio a ospitare il Museo del partito comunista. Le volte, le arcate e tutto quello che era bello nell’architettura interna fu coperto da pannelli di alluminio e di cartone. Le sale diventarono semplici, quadrate, allestite tutte uguali e monotone. Dopo la Rivoluzione anticomunista del 1989, precisamente il 5 febbraio del 1990, il Museo del contadino romeno fu riaperto sotto la direzione del pittore Horia Bernea, assistito dall’etnologo Irina Nicolau e da un’intera equipe di studiosi. Il risultato fu la creazione di un museo atipico, ma interessante per gli specialisti e attraente per il pubblico, che vinse il premio EMYA per il miglior museo europeo del 1996. Ora il Museo è non solo una destinazione culturale per i bucarestini, ma anche un punto di svago, in quanto ha un cinema, un club e un giardino che ospita fiere di arte popolare e artigianato.
fluier
Al recente Festival internazionale del film di Berlino, “L’Orso d’argento” e il Premio “Alfred Bauer” non sono stati le uniche sorprese per i realizzatori del film romeno “Se voglio fischiare, fischio” del regista Florin Serban. Per i protagonisti Ada Condeescu e Florin Pistereanu, la proiezione di Berlino è stata anche la prima visione della pellicola, la favorita della stampa. Per questo film i due giovani attori hanno dato provini durati più di mezzo anno. Neodiplomato presso il liceo di musica Dinu Lipatti di Bucarest, George recita la parte di un giovane detenuto in un carcere minorile, che ha due settimane fino al rilascio. Dal canto suo, l’attrice Ada Condeescu, masterando all’Università Nazionale di Arte Teatrale e Cinematografica di Bucarest, incarna nel film una studentessa di sociologia, di cui si innamora il protagonista. “Sono stata molto attenta al pubblico e siamo stati tutti noi molto sorpresi delle reazioni degli spettatori. Si sentiva una tensione positiva e più si avvicinava il finale, più si sentiva il coinvolgimento del pubblico. Ai titoli di coda, abbiamo sentito applausi scroscianti, per la nostra immensa soddisfazione”, ha detto Ada Condeescu.

“Se voglio fischiare, fischio” è il film di debutto del regista Florin Serban e la stampa internazionale gli aveva dato grandi chance per l’Orso d’oro. “Screen Daily” lo ha presentato come un film “crudele, straordinario” e “Variety” ha espresso apprezzamenti a George Pistereanu per la capacità con cui “passa oltre all’ostinazione del personaggio, riuscendo a trasmettere anche la vulnerabilità e la disperazione del giovane detenuto”. Ada Condeescu ritiene il film non solo una sfida professionale, ma anche una forte lezione di vita, in quanto gran parte del cast è formato dai detenuti di due carceri minorili.
 
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