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Un romeno alla Maratona del Sahara |
(2012-10-09) |
Ultimo aggiornamento: 2012-10-16 16:27 EET |
(di Andreea Demirgian, trad. Carmen Velcu) Sapete quanti kilometri separano Bucarest dal Sahara? 3.600. Tanto si è proposto di correre Andrei Gligor, un giovane 35enne, per allenarsi per la Maratona del Sahara, che si svolgerà il 25 febbraio 2013. Corre per passione, ma anche per una nobile causa. Ogni kilometro che corre a Bucarest può essere sponsorizzato con una certa cifra e tutti i fondi così raccolti hanno una destinazione precisa. Con i soldi, l’Associazione „Il Cuore dei Bambini”, un’organizzazione non governativa dedicata alla salute dei piccoli, intendere comprare uno scanner retiniano di ultima generazione per il nuovo reparto terapia intensiva per neonati dell’ospedale Marie Curie di Bucarest. Andrei racconta come ha abbracciato questo progetto.
„Ho incontrato i rappresentanti della ong „Il Cuore dei Bambini” e mi sono immedesimato con Ia loro causa. Mi son reso conto di poterli aiutare, abbinando la mia passione di correre con una giusta causa. Mi sono allenato anche a temperature di 40 gradi, per abituarmi alle condizioni del deserto. Sono convinto che riuscirò a terminare la maratona, perchè i limiti sono solo nella nostra testa; volendo, li possiamo superare e io mi sono proposto di recare il mio contributo a questo generoso progetto”, ci ha detto Andrei.
Andrei Gligor non è l’unico maratoneta a favore dell’Associazione „Il Cuore di Bambini”. Alex Popa, il presidente dell’associazione, ci ha detto che vi aderiscono molte persone di talento, disposte a delle „maratone” nel proprio campo.
„L’anno scorso ci ha sostenuto un artista di valore, il violinista Alexandru Tomescu, che ha suonato tutti i 24 Capricci di Paganini in un concerto maratona, per la nostra causa. Un altro sostenitore è stato Paul Dicu, l’unico rappresentante romeno a Marathon de Sable, la più forte corsa di resistenza nel deserto. Paul è riuscito a raggiungere il traguardo, il che è un vero record. Abbiamo organizzato anche altri eventi. C’è stato un progetto dal nome „Al passo di Paul”, nel cui ambito tante persone hanno corso a Bucarest, mentre Paul era al Marathon de Sable. C’è stata una compagnia sponsor, che ha pagato per ogni kilometro di corsa. La gente decide di correre con noi, partecipa alle maratone, indossando maglie con la sigla „Il Cuore dei Bambini”, facendo da testimonial e promuovendo i nostri obiettivi. Si è corsi in Finlandia, a Helsinki, a Barcellona; nel Sahara, l’anno prossimo, ci sarà Andrei. „Il Cuore dei Bambini” deve essere presente ovunque”, dice Alex.
Gli abbiamo chiesto di offrirci maggiori dettagli sul progetto sostenuto anche da Andrei Gligor. „Il reparto terapia intensiva per neonati dell’ospedale Marie Curie è un grande progetto; consiste nella costruzione di un edificio accanto a quello esistente, per allargare il reparto secondo il modello di uno analogo dell’Iowa, considerato il migliore del mondo. Siccome servono anche nuove dotazioni, intendiamo comprare una Ret Cam, un apparecchio con cui si può meglio vedere la retina del paziente, che sarà adoperato specialmente per i neonati che potrebbero avere problemi di vista più tardi o per i prematuri. Può essere salvata così la vista del neonato”, aggiuneg Alex.
15 kilometri al giorno per 256 giorni. Finora, Andrei ha corso oltre 1700 kilometri ed ha raccolto donazioni per un valore di circa 6.000 lei (circa 1350 euro). Ma per comprare la Ret Cam restano ancora molti kilometri da correre e da vendere. Alex Popa si dichiara ottimista del progetto.
“La gente si fida. Ci sono dei medici cardiochirurghi pediatri disposti a tornare e lavorare qui; ci sono molti centri medicali europei disposti ad aiutarci. Noi abbiamo fatto quanto promesso, anche di più. Abbiamo promesso di realizzare un progetto di 500.000 euro e siamo riusciti a farne uno di 3,5 milioni, il cui costo arriva a 6-7 milioni. Attualmente, chi visita l’ospedale Marie Curie può vedere l’immenso cantiere aperto, i lavori in corso. Quest’anno i lavori saranno portati a termine e probabilmente la prossima primavera sarà allargato il reparto terapia intensiva per neonati, dove ci sarà anche un centro di training, oltre ad altri spazi utili. Abbiamo molte idee e le metteremo in atto”, ha concluso Alex Popa.
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