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La Fortezza di Severin e il Parco dendrologico di Simeria |
(2012-07-17) |
Ultimo aggiornamento: 2012-07-24 13:31 EET |
Radio Romania Internazionale vi invita a scoprire la Fortezza di Severin e il Parco dendrologico di Simeria. Sulla riva sinistra del Danubio, vicino a Drobeta Turnu Severin, capoluogo della provincia di Mehedinti, nel sud-ovest della Romania, sorgono i ruderi della fortezza medievale di Severin, oggi grande cantiere archeologico. Il primo documento che attesta il nome Severin risale al 1233, quando il suo dirigente era un certo Luca.
Sita in un posto strategico, in riva al Danubio, la Fortezza di Severin venne costruita inizialmente in terra e pilastri di legno. Nel XIII secolo fu eretto il primo muro di cinta in pietra. Ciò avveniva nel periodo di espansione del regno ungherese.
Nel 1247 il re magiaro Bela il Quarto portò nella fortezza i Cavalieri di Malta, cui viene attribuita la costruzione del primo muro in pietra della fortezza di Severin. Per estendere la superficie della fortezza, fu costruito un secondo muro di cinta, verso est, nord ed ovest, mentre il quello meridionale era orientato verso il Danubio.
I lavori furono realizzati nel 1420, quando la fortezza era sotto il dominio del re dell’Ungheria Sigimundo di Lussemburgo e quando dirigente di Severin e capo della fortezza era stato nominato Pippo Spano di Ozzora. Nel 1429, a Severin arrivò l’Ordine dei cavalieri teutonici, con il compito di difendere la fortezza.
Cinque anni più tardi, il principe della Valacchia, Vlad Dracul (il diavolo), padre di Vlad l’Impalatore, conquistò la fortezza, che, un anno dopo, nel 1436, tornò sotto dominio ungherese. Nel 1438, dirigente di Severin fu nominato il romeno Iancu di Hunedoara, con il compito di rifare questa fortezza importante del sistema difensivo sulla linea del Danubio, di fronte alla minaccia ottomana. Nella loro avanzata verso l’Europa centrale, i turchi attaccarono e, in ultimo, conquistarono, nel 1524, la Fortezza di Severin, che distrusseo totalmente.
Gli scavi archeologici attuali hanno dimostrato che la fortezza fu abitata per tre secoli. All’interno ci sono tracce delle mura di una chiesa per la cui costruzione erano stati impiegati materiali provenienti dal castro e, ulteriormente, dalla città romana di Drobeta, sita sempre sulla riva sinistra del Danubio.
Studiando il posto dove ci sono le tracce della chiesa, gli archeologi hanno avuto una grande sorpresa.
“Siccome inizialmente la fortezza era stata costruita dagli ungheresi, la chiesa era cattolica. L’atto di nascita dell’antica città di Drobeta era in quel posto: un gradino sul quale passavano chi entrava in chiesa. I costruttori avevano usato blocchi di marmo dal castro e quando gli archeologi hanno rovesciato le pietre, hanno scoperto la scrittura “la città di Drobeta”, ha spiegato Gabriel Craciunescu, archeologo e vicedirettore del Museo della Regione Portile de Fier (Le Porte di Ferro).
Al termine degli scavi archeologi, grazie alla Fortezza di Severin, la zona sarà inserita in un progetto culturale
La seconda destinazione è il Parco dendrologico di Simeria, in provincia di Hunedoara, nell’ovest della Romania, fra i più grandi e antichi in Europa. Il parco dal nome Arboretum si stende su quasi 70 ettari e vanta oltre 2200 specie di alberi e arbusti.
Ai suoi inizi fu un giardino privato, nel XVIII secolo, quando i proprietari avevano allestito il terreno in stile inglese. Alla metà del Settecento, vi furono portate le prime specie esotiche di alberi e sembra che, a quei tempi, l’accacia venisse piantata per la prima volta sul territorio romeno.
”Fino al 1948, quando fu nazionalizzato dal regime comunista, il parco fu di proprietà di una familia di nobili ungheresi. Dal 1948, quando il suo inventario registrava 250-260 specie, grazie alla collaborazione con oltre 200 giardini botanici e parchi dendrologici europei e di tutto il mondo, ne arrivò a oltre 2200. Va ricordata la collezione di magnolie, alcune specie di querce portate dagli Stati Uniti e dall’Estremo Oriente, nonchè molte altre curiosità e specie uniche in Romania e nell’Europa dell’Est”, spiega Flaviu Popescu, responsabile alla ricerca del Parco.
Dal 1954, quando fu aperto lo stabilimento ricerca di Simeria, è aumentato notevolmente il numero delle specie di alberi e arbusti, portati da tutto il mondo. Il parco di Simeria è anche un centro di produzione di certe specie, tra cui le magnolie, che cominciano a fiorire da marzo.
Flaviu Popescu ha fatto riferimento ad alcune delle specie che esistono solo in Romania. “Generalmente, quando facciamo scambio di semi, ci orientiamo verso zone a clima analogo, come la zona nord-americana o quella dell’Estremo Oriente, con Paesi quali il Giappone, la Cina o la Corea. Non portiamo specie che non possono sopravvivere d’inverno, come quelle tropicali o subtropicali”, ha aggiunto il ricercatore.
Allestito come un immenso giardino, il parco dendrologico di Simeria è vantaggiato dalla sua collocazione nella pianura del Mures e dal fatto che è attraversato da un affluente del fiume, il ruscello Strei. Il parco è diviso in due zone architettoniche dal canale artificiale allestito sul ruscello. Nel parco ci sono dei laghi circondati da arbusti tipici delle aree umide, mentre sui laghi si trovano ninfee bianche e rosse.
Il parco è visitato annualmente da decine di migliaia di turisti, ma anche da ricercatori di università romene e straniere, nonchè da alcune accademie, per studiare la flora e il comportamento di certe specie in un certo clima. Nella classifica dei parchi dendrologici di Romania, l’Arboretum di Simeria è assecondato da quello di Hemeiuş, in provincia di Bacau (est) e da quello di Bazoş, presso Timişoara (nell’ovest della Romania).
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