2025-04-04



















Archivio :
Una città, un festival, un manager culturale - Tudor Giurgiu
(2012-07-08)
Ultimo aggiornamento: 2012-07-08 11:29 EET
(di Carmen Velcu) Nel 2012, l’ormai famoso festival internazionale del film Transilvania (TIFF), lanciato a Cluj – Napoca, città del centro-ovest della Romania, è giunto all’XI edizione. Dal 2007, il TIFF è approdato anche a Sibiu, capitale culturale europea in quell’anno. Organizzato dall’Associazione per la Promozione del Film Romeno, ideata e diretta dal regista Tudor Giurgiu, l’evento è cresciuto ogni anno, godendo del supporto del Ministero della Cultura e delle autorità locali.

Per dieci giorni a Cluj e per cinque giorni a Sibiu, il TIFF ha proposto al pubblico romeno e ai numerosi turisti, una selezione di pellicole di decine di Paesi, tra cui le più nuove produzioni romene, incontri con cineasti, attori, produttori, distributori e critici, dibattiti vari su temi di profilo, masterclass, documentari, cortometraggi, ecc. Un’offerta molto densa di eventi, che ha trasformato le due città transilvane in vere capitali internazionali del cinema.

Siccome il connubio tra le città, il festival e la qualità del manager culturale mi è sembrato degno di essere messo in risalto anche in occasione del TIFF, al termine dell’edizione 2012 del festival, ho intervistato il suo ideatore e organizzatore, il regista Tudor Giurgiu.

Della serie una città - un festival – un manager culturale, vogliamo sottolineare che cosa differenzia le due città anfitrioni del TIFF, Cluj-Napoca e Sibiu ?

“La cosa più evidente è che Sibiu, nonostante l’atmosfera di città europea, di grande bellezza naturale, una specie di cartolina viva, un posto splendido, non ha l’effervescenza culturale goliardica di Cluj, grande centro universitario, pur ospitando più eventi”, spiega il regista. “Cluj-Napoca è una città molto più viva, che vibra giorno e notte, grazie alle migliaia di studenti che la animano. D’altra parte, però, Sibiu ha una straordinaria costanza di grossi eventi che, sia che si tratti di teatro, film, danza, moda, fanno di questa città un perpetuo festival, un perenne susseguirsi di eventi di portata. La città di Cluj forse non offre altrettanti eventi, ma dà la sensazione di vibrare a quote massime. Dopo il 2007, quando Sibiu è stata capitale culturale europea, ho provato spesso la sensazione che il pubblico di questa città sia più abituato ad un’offerta culturale di grande spessore e diversità, ed è perciò meno entusiasta, più selettivo”, ha aggiunto Tudor Giurgiu.

Il Festival Internazionale del Film Transilvania è un’opera di interculturalità in costruzione, modello di tenacia e professionalità. Cosa porta in questa costruzione ognuna delle entità del connubio “comunità locali di Cluj e Sibiu - festival - manager culturale”?

“Le città portano la loro atmosfera caratteristica, cui accenavo, l’infrastruttura tradizionale per l’organizzazione di eventi, ma offrono anche altri luoghi che noi scopriamo e introduciamo ogni anno nel circuito dell’evento, per proporre al pubblico delle sorprese; e questo è un contributo importante della comunità locale. Quanto alle autorità locali, credo che a Sibiu, più di ogni altra città romena, il sindaco, il Comune, abbiano avuto l’intelligenza di stanziare più fondi per eventi culturali di portata, così la città ne ha tratto grandi benefici di immagine, di visibilità internazionale. D’altra parte, il festival mette la sua impronta sulla città, superando il brand di immagine. Le dimensioni del festival hanno effetto sull’intera città, dal punto di vista economico. Soprattutto a Cluj, dove il festival è di dimensioni maggiori, portando soldi nella città. Dalla prospettiva del manager culturale, quello che possiamo fare è di aggiungere più coerenza nel meglio piazzare le città di Cluj e Sibiu sulla mappa dei grandi eventi di profilo e di consolidare la loro identità come tale. Credo che il dovere del manager culturale sia quello di avere visione e un pensiero lungimirante. Vorrei sottolineare che facciamo non solo promozione, ma anche educazione culturale. Come spiegare se non così, l’aflusso non solo del pubblico, ma anche delle centinaia di giovani volontari che ci aiutano? E’ fondamenale dalla loro prospettiva la gioia di appartenere ad una equipe che costruisce un grande evento nazionale e internazionale. Molti si appassionano del cinema e, andando all’estero per studi o per viverci, creano dei club di cinema, fanno, dal canto loro una costante opera di promozione cinematografica”, spiega ancora Tudor Giurgiu.

L’attività della coppia Tudor e Oana Giurgiu, nonchè dei vostri collaboratori, è un esempio di dialogo culturale nazionale e internazionale. Deve essere faticoso far associare persone di questa professione, in cui l’individualità e la personalità sono talmente forti ?!

“Il film resta, se guardiamo dalla prospettiva della creazione, un’opera solitaria. Ma è indubitabile che il nostro festival sia riuscito a consolidare e aiutare alla promozione di una generazione di nuovi cineasti; è quello che facciamo ogni anno, invitando dei professionisti dall’estero, persone che rappresentano grosse compagnie di produzione, di vendita, di distribuzione, festival internazonali, critici, attori. Così consolidiamo anche il posto del festival in una possibile futura storia del film romeno di questi decenni. Credo che il TIFF sia riuscito, nonostante le individualità inerenti, a portare allo stesso tavolo anche i principali creatori del nuovo cinema romeno”, aggiunge il regista.

Aumenta anche il numero dei film romeni presentati al TIFF. Tra le nuove produzioni abbiamo visto nella Piazza Grande di Sibiu, anche il Suo più recente film, “Su uomini e lumache”, ottimamente accolto dal pubblico. Sorge naturale la domanda – delle tante attività che svolge, di regista, produttore, sceneggiatore, manager culturale, quale preferisce ?

“E’ difficile dire...essere produttore ti procura grosse soddisfazioni...d’altro canto, il festival è come un figlio preferito...ma fare il regista non ha paragone per me. Spero di fare più film nei prossimi anni, ho molti progetti. E’ una sfida continua. Ho provato grande emozione nel vedere un’intera piazza di Sibiu, di quasi duemila persone, apprezare il mio film, vibrare all’unisono con le lacrime e le risate dei protagonisti del mio film. Per me è stato un test e perciò ho tenuto tanto a fare la proiezione sia a Cluj che a Sibiu, prima del lancio ufficiale del film. Il mio maggiore desiderio è far venire più spettatori ai film romeni. Lo possiamo fare anche proponendo tematiche più svariate, non soltanto i soliti drammi minimalisti. Credo nei film romeni di qualità e credo che ci sia bisogno di film quanto più diversi come tematica e genere...C’è bisogno di drammi sì, ma anche di commedie, di film d’azione, come di film d’amore, romantici”, ha concluso Tudor Giurgiu.

Al termine della mia intervista, ho augurato al regista e direttore del Festival Internazionale del Film Transilvania, Tudor Giurgiu, che il suo festival approdi anche in altre città romene. Augurio realizzato, in quanto dal 15 al 21 giugno, a Bucarest, il pubblico ha seguito nell’ambito della restrospettiva TIFF, una selezione di titoli delle più apprezzate sezioni del festival. La storia del TIFF continua.
 
Bookmark and Share
WMA
64kbps : 1 2 3
128kbps : 1 2 3
MP3
64kbps : 1 2 3
128kbps : 1 2 3
AAC+
48kbps : 1 2 3
64kbps : 1 2 3
Ascolta
L'orario dei programmi in lingua italiana di RRI
Ore (UTC) 17.00 - 17.30
15.00 - 15.30 19.00 - 19.30


La mascotte storica di RRI