2025-04-04



















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Moldavia – riferimenti orfici
(2012-01-24)
Ultimo aggiornamento: 2012-01-31 15:14 EET
Moldova coordonate orfice (di Iuliana Anghel) Il 24 gennaio ricorrono 153 anni dall'Unione del Principati romeni – la Valacchia e la Moldavia – il nucleo statale attorno al quale venne creata la Romania grande e moderna. Nel 1859, le élites unioniste filo-occidentali dei vecchi principati della Moldavia e Valacchia, che erano ancora sotto la sovranità piuttosto formale dell'Impero ottomano, individuarono la soluzione politica di una fusione.

Diventata finalmente fattore decisionale politico, la generazione della Rivoluzione del 1848 si avvalse alla meglio del contesto geopolitico favorevole, creato dalla Guerra di Crimea, che portò la sconfitta della Russia, ostile a questa unione, e la vittoria della Francia, favorevole ai romeni.

Appena investito principe della Moldavia, il 5 gennaio 1859 a Iasi (est), il colonnello Alexandru Ioan Cuza, lui stesso della generazione del Risorgimento, venne eletto nella stessa carica il 24 gennaio anche a Bucarest, capitale della Valacchia. La doppia elezione del colonnello imponeva la formula di un'unione personale, l'unica gradita dalle grandi potenze dell'epoca.

All'inizio, gli allora protagonisti della scena europea precisavano che avrebbero riconosciuto l'unione soltanto durante il regno di Cuza, che durò fino al 1866 e che fu segnato da riforme essenziali: l'unificazione delle legislazioni, delle amministrazioni e degli eserciti dei due principati, un'inizio di europeizzazione istituzionale e un'ampia riforma agraria, grazie alla quale buona parte delle tenute degli aristocratici e dei monasteri fu distribuita ai numerosi contadini poveri.

Una delle personalità legate al movimento rivoluzionario del 1848, ma anche all’Unione dei Principati del 1859, fu lo scrittore, drammaturgo e politico Vasile Alecsandri, che ricoprì anche l’incarico di ministro degli esteri. La strada della sua vita cominciava il 21 luglio del 1821 in Moldavia.

“Era allegro, triste, bravo, paziente, pieno di speranza e di fede, gioioso e saggio come il popolo romeno stesso”. Con queste parole lo descriveva un altro grande scrittore romeno, Bogdan Petriceicu Hasdeu, citato nel volume “Moldavia – riferimenti orfici” di Andreea Neculai.

Si tratta di una monografia delle case memoriali di personalità culturali di spicco nate in Moldavia, la bella provincia storica dell’est della Romania: il sommo poeta nazionale Mihai Eminescu, la sua amata “Beatrice” - la poetessa Veronica Micle, i grandi musicisti e compositori George Enescu e Ciprian Porumbescu, lo storico Nicolae Iorga, il poeta Nicolae Labis, gli scrittori Ion Creanga e Mihai Sadoveanu, o l’etnografo Simion Florea Marian.

Il volume è stato presentato alla XVIII edizione della Fiera internazionale del libro Gaudeamus, organizzata da Radio Romania a novembre 2011, che ha avuto come Paese ospite l’Italia, in un incontro organizzato da Radio Bucarest, emittente locale della radio pubblica romena. La parola-chiave che apre questo libro è la parola “orfico”, ha detto lo scrittore e storico Adrian Majuru, nella sua presentazione al volume.

“Penso che la Moldavia sia benedetta da Orfeo, grazie al fatto che la mitologia greca attribuisce la nascita di questo dio all’odierno spazio romeno. Perchè è benedetta da Orfeo? Perchè questo stesso posto ha dato i natali al sommo poeta nazionale Mihai Eminescu, al grande compositore George Enescu, allo scrittore Mihail Sadoveanu, al nostro primo drammaturgo Vasile Alecsandri”, ha detto Adrian Majuru.

Lo storico ha parlato anche della modestia e della semplicità dei destini iniziali di tutte queste grosse personalità, che non hanno mai dimenticato le origini, anche se entrarono in famiglie aristocratiche, come George Enescu.

Il compositore sposò una donna di sangue blu – Maruca Cantacuzino, insieme alla quale andò a vivere in un palazzo che custodisce oggi il museo bucarestino che reca il suo nome. Inoltre, aveva anche una residenza estiva a Sinaia, oggi Casa memoriale George Enescu, dove la sua stanza da riposo era uguale a quella della casa natia della Moldavia, ha aggiunto Adrian Majuru.

“Dormiva su un divano con coperte contadine, una piccola scrivania in legno fatta da un artigiano popolare. Lui è rimasto aristocratico nell’anima e nella cultura, come d’altronde, tutti quanti sono presentati nel volume. Secondo me, il libro ha anche riferimenti antropologici, legati al posto in cui nascono i valori autentici che, per tutta la vita, non sono stati alterati ideologicamente, proprio perchè sono partiti da questi posti, dalle contrade orfiche della Moldavia”, ha aggiunto lo storico.

Anche se laureata in giurisprudenza, l’autrice Andreea Neculai ha voluto dare anche prova del suo talento di scrittura. Qualche anno fa, insieme alla famiglia, in giro attraverso i monasteri della Moldavia, ha visitato anche la casa dello scrittore Mihail Sadoveanu, curata dai monaci del convento di Vovidenia. Fu lì che lo scrittore trascorse gli ultimi anni della sua vita.

“Lì ho incontrato padre Mihail, l’abate del convento, cui sarò per sempre profondamente grata, perchè l’incontro con lui mi ha ispirato il bel pensiero di scrivere questo libro. Non ci ha aperto solo la porta di una casa, ma ci ha invitati a entrare in un posto in cui la polvere non si era messa nè sugli oggetti nè sui ricordi. Il padre ci ha raccontato gli ultimi anni di vita di Mihail Sadoveanu. Stava male, per cui accoglieva sempre meno persone in quella casa. E’ interessante che la bella cantante Maria Tanase era una delle persone che venivano a trovarlo. E l’abate ci ha raccontato come il taciturno Mihail Sadoveanu ballava in quella casa con la bella Maria Tanase. E sono andata via pensando come mai non sono scritte tutte queste cose, che altrimenti andranno perse”, ha detto Andreea Neculai.

Prima di mettersi a scrivere, ha fatto un viaggio di documentazione in tutti i posti che ha incluso poi nel libro. “Penso che Dio ha amato molto la Moldavia, così tanto da far fascere lì tanti geni. Ho visitato Labis, Iorga, Eminescu, Creanga, Enescu, Porumbescu. Ho parlato con i museografi che curano queste case, gente meravigliosa che mi ha raccontato delle cose inedite. Quanti sanno che il famoso autoritratto di Stefan Luchian, intitolato “Imbianchino” è definito dalla guida del Louvre come il più riuscito autoritratto psicologico del mondo”, ha aggiunto l’autrice.

Andreea Neculai ha confessato di aver scritto il libro durante i nove mesi in cui ha portato in grembo con infinita felicità il bebè molto aspettato. Coincidenza o meno, “Moldavia – riferimenti orfici” è stato pubblicato proprio nel giorno in cui è nato il bambino.
 
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