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Novità editoriali |
(2012-01-03) |
Ultimo aggiornamento: 2012-01-11 10:01 EET |
Alla XVIIIesima edizione della Fiera Internazionale del libro Gaudeamus, organizzata da Radio Romania a fine novembre, l’Editrice della Gazzetta Ufficiale ha presentato i volumi “La Romania nel patrimonio Unesco” di Razvan Theodorescu e Atena Groza e “Una storia illustrata della diplomazia romena” di Dinu C. Giurescu, Rudolf Dinu e Laurentiu Constantiniu.
L’album trilingue romeno – italiano – francese “Romania nel patrimonio Unesco” offre un’immagine del patrimonio nazionale incluso in quello mondiale. Il testo conciso, ma ricco di informazioni e accompagnato da pregevoli foto, descrive i sette siti romeni inclusi sulla lista Unesco: le cittadelle daciche fortificate dei Monti Orastie, il centro storico di Sighisoara, le chiese fortificate della Transilvania, le chiese ad affreschi esterni della Moldavia, tra cui anche la Chiesa Sucevita, inclusa di recente sulla lista, il monastero Horezu, le chiese in legno del Maramures (nord) e il Delta del Danubio.
“Questo libro costituisce, in fin dei conti, un messaggio. E il mesaggio è il seguente: la Romania raffigurata in questo album è una Romania ricca, che quasi ci fa dimenticare i tempi che stiamo attraversando. Si tratta di una Romania ottimamente illustrata dal punto di vista storico. I primi monumenti di valore sono le cittadelle daciche. Sfogliando questo album, arriviamo ad un habitat urbano già centenario; si tratta della città di Sighisoara. Il volume ci offre anche una Romania della diversità. Una Romania delle chiese in legno di Maramures, monumenti diventati veri brand del nostro Paese. Nello stesso tempo, il libro presenta una Romania dei grandi monumenti religiosi, tra cui le chiese ad affreschi interni ed esterni della Moldavia e il Monastero Horezu dell’Oltenia”, ha spiegato lo storico Ioan Opris.
Atena Groza, esperta di problemi ambientali, ha parlato dell’unico obiettivo naturale della Romania incluso nel patrimonio Unesco. “Il Delta del Danubio vanta la più grande distesa di canne palustri del mondo e si piazza al terzo posto a livello mondiale, come modello di biodiversità. La convivenza tra natura e uomo ha conferito un valore speciale a questo spazio. La presentazione che troviamo nell’album tenta di essere realistica e più vicina possibile al vero mondo del delta. Mi auguro che la presentazione si avvicini anche alla futura immagine del Delta del Danubio”, ha detto la nostra ospite.
L’altro volume presentato alla Fiera Gaudeamus dall’Editrice della Gazzetta Ufficiale, “Una storia illustrata della diplomazia romena (1862 - 1947)”, percorre tutte le tappe di questo campo - dalla creazione dello stato romeno moderno, in seguito all’Unione dei principati romeni di Moldavia e Valacchia sotto il regno del principe Alexandru Ioan Cuza, nel 1859, fino all’inclusione forzata della Romania nella sfera di influenza sovietica, all’inizio della Guerra Fredda.
“Le relazioni esterne e il modo in cui è stata condotta la politica estera hanno avuto un ruolo essenziale nella costruzione della Romania moderna, fino al completamento dello stato nazionale nel 1918, fino al periodo interbellico. Nel 1862, fu istituito il Ministero degli Affari Esteri, e nel 1947 la diplomazia tradizionale romena si è spenta, in seguito al passaggio della Romania sotto il dominio di Mosca”, ha dichiarato Dinu C. Giurescu, uno degli autori.
Lo storico ha evidenziato l’importanza delle illustrazioni del volume, provenienti dagli archivi del Ministero degli Esteri, dell’Accademia Romena, della Biblioteca Nazionale e dagli Archivi Nazionali di Romania. Il libro diventa così “una storia e un album nello stesso tempo”. Dal canto suo, il direttore generale della Gazzetta Ufficiale, Mircea Marinescu, ha definito il volume come “un libro importante”.
“Questo libro è stato inizialmente pubblicato in inglese, per essere esportato. Poi ci siamo resi conto che è un volume estremamente importante, di grande rilevanza per la vecchia Romania, per la diplomazia della seconda metà del XIXesimo secolo, fino alla grande rottura provocata dal comunismo. È un libro in cui tre storici di spicco raccontano com’è nata l’istituzione diplomatica in Romania, mettendo in risalto la sua evoluzione, ma anche i momenti meno favorevoli. Nello stesso tempo, è un volume che può appassionare tutti, poichè ha estratto dagli archivi una moltitudine di ritratti e scene della vita diplomatica di altri tempi, che ci fanno riflettere. Ci mostra una diplomazia in cui la presenza degli intellettuali era una cosa ordinaria – i diplomatici non erano soltanto tecnocrati, ma anche personalità culturali. Inoltre, fa riferimento anche a coloro che sono stati tra i primi ad aver subito i traumi del regime comunista, già dal 1947, subito dopo il suo insediamento (nel 1946 – ndr). Vi ricordo che oltre 160 diplomatici romeni sono stati allontanati dagli incarichi che ricoprivano. Soltanto negli ultimi anni siamo riusciti ad uscire dal retaggio del comunismo e a ricostruire un corpo diplomatico professionale, composto di molti giovani non intossicati dalla memoria del vecchio regime, che hanno assimilato rapidamente tutti i riflessi di una diplomazia europea”, ha affermato il ministro degli Esteri romeno, Teodor Baconschi.
Il volume comprende tre capitoli. Il primo, intitolato “Visione complessiva”, propone una presentazione generale della diplomazia romena, con particolare riferimento ai momenti più importati tra il 1848 e il 1947. Il secondo capitolo, “ La diplomazia romena durante il Vecchio Regno (1878 - 1914)”, presenta l’evoluzione della diplomazia romena dalla sua indipendenza (1877 – 1878), quando la Romania cominiciò a manifestarsi su piano internazionale come stato autonomo, fino all’avvio della Prima guerra mondiale, nel 1914. L’ultimo capitolo, “La diplomazia romena nel periodo 1914 – 1947” presenta gli sforzi di Bucarest dall’inzio della prima guerra mondiale fino al momento in cui la Romania entrò nella sfera di influenza dell’Unione Sovietica, alla fine della seconda Guerra mondiale.
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 La mascotte storica di RRI
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