2025-04-04



















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Anniversario all'Opera Nazionale di Bucarest
(2011-12-27)
Ultimo aggiornamento: 2011-12-28 14:08 EET
Statuia lui George Enescu de la Opera Nationala, Bucuresti A dicembre, l’Opera Nazionale di Bucarest ha celebrato il 90esimo anniversario. „Già dalla fine del Settecento, esistevano sul territorio dell’attuale Romania vari ensemble operistici, che erano invitati ai palazzi principeschi o in altre residenze e che diventavano per alcuni giorni dei veri centri culturali. Piano piano, il gusto per l’opera si è sviluppato. Furono istituite compagnie private, che all’inizio del Novecento sentirono il bisogno di diversificare la propria attività e di lavorare in un ambito più stabile ed organizzato, evitando la corsa per i fondi. Grazie agli impegni di vari artisti e, principalmente, con l’aiuto del celebre direttore d’orchestra George Stephanescu si è arrivati a questa soluzione, che l’opera nazionale diventì un’istituzione sotto la diretta tutela e sostegno del governo romeno dell’epoca”, spiega il direttore generale Catalin Ionescu – Arbore.

La fondazione di un teatro lirico ufficiale, gestito dallo Stato, altro non fece che organizzare meglio l’intensa attività teatrale. L’apprezzamento crescente del pubblico contibuì alla formazione di una generazione di tenori e soprani di spicco, invitati al Teatro alla Scala di Milano, al Metropolitan di New York o all’Opera Nazionale di Parigi. Tra fine Ottocennto e inizio Novecento, questa generazione fu rappresentata, tra gli altri, da Hariclea Darclée, alla quale Puccini aveva dedicato la Tosca. L’istituzione appena istituita nel 1921, su iniziativa del compositore, professore e direttore d’orchestra George Stephanescu, fu inaugurata con uno spettacolo memorabile: l’opera „Lohengrin” di Wagner, diretta da George Enescu.

Nel 1924 nacque la prima compagnia di balletto. Anche oggi, l’Opera Nazionale di Bucarest include un prestigioso corpo di ballo. Dopo la seconda Guerra mondiale, l’Opera Nazionale di Bucarest ricevette, all’inizio degli anni ’50, dopo l’insediamento del regime comunista, una sede propria in cui funziona a tutt'oggi.

„Il sistema politico del tempo usò la cultura come elemento di propaganda, appoggiando la vita culturale ed elevando lo status sociale degli artisti. Però, tutte queste cose accaddero in un modo non naturale. L’artista vero è una natura tormentata da un conflitto interiore e si integra difficilmente nella società. La corsa per le offerte di lavoro è una complicata. Invece, nel sistema del tempo, il lavoro era assicurato. Questo fatto diede all’artista l’opportunità di concentrarsi sulla propria arte, ma portò anche al calo della competitività e ad una certa routine, percettibile soltanto alla fine degli anni ’80. Dall’altra parte, furono organizzate tournée straordinarie a Parigi, Atene, Mosca. L’opera „Edipo” di Enescu fu messa in scena nel 1958 con delle voci fantastiche. In questa occasione, si rese noto il baritono David Ohanesian, che diventò celebre con questo ruolo”, ha concluso il direttore generale dell’Opera Nazionale di Bucarest, Catalin Ionescu – Arbore.

Dopo il 1990, liberata dai vincoli propagandistici, l’Opera Romena dovette rispondere ad altre sfide come il cambiamento e la diversificazione del pubblico. A tale scopo, è stato istituito uno studio sperimentale che propone spettacoli innovativi, valorizzando, in contemporanea, la tradizione.
 
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