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Il “cortile dei gentili” si apre anche a Bucarest |
(2011-10-17) |
Ultimo aggiornamento: 2011-10-18 15:13 EET |
(di Adina Vasile)
Il progetto culturale “Il cortile dei gentili” voluto da Papa Bendetto XVI-esimo per aprire un dialogo serio e rispettoso tra credenti e non-credenti è giunto anche nella capitale romena Bucarest. Si tratta di un progetto nato in seguito all’appello che il Sommo Pontefice fece nei suoi auguri di Natale del 2009 alla curia romana. "Io penso che la Chiesa dovrebbe anche oggi aprire una sorta di 'Cortile dei gentili' dove gli uomini possano in una qualche maniera agganciarsi a Dio, senza conoscerlo e prima che abbiano trovato l'accesso al suo mistero. Al dialogo con le religioni deve oggi aggiungersi soprattutto il dialogo con coloro per i quali la religione è una cosa estranea, ai quali Dio è sconosciuto e che, tuttavia, non vorrebbero rimanere semplicemente senza Dio, ma avvicinarlo almeno come Sconosciuto". Queste parole del Papa furono d’ispirazione al Pontificio Consiglio della Cultura e al suo presidente, il Cardinale Gianfranco Ravasi, per la creazione del Cortile dei Gentili che ricorda il cortile esterno dell'antico Tempio di Gerusalemme al quale tutti potevano accedere a prescindere dalla cultura, dalla lingua o dall’orientamento religioso. Intorno al Tempio di Gersualemme, oltre alle aree riservate alle donne, agli israeliti, ai sacerdoti e al santuario, si apriva uno spazio al quale potevano accedere appunto i pagani in visita a Gerusalemme. Il Cortile dei Gentili sta, quindi, a simboleggiare uno spazio di incontro e di conoscenza reciproca tra i credenti e i senza fede.
L’omonimo evento è stato organizzato a Bucarest dall’Istituto Culturale romeno, dall’Editrice “Humanitas”, dalla Filarmonica “George Enescu” e dall’Ambasciata della Romania presso la Santa Sede e la Nunziatura Apostolica in Romania, in occasione della visita ufficiale del cardinale Gianfranco Ravasi, su invito del Ministero romeno della Cultura e del Patrimonio Nazionale. Nell’ambito del programma culturale “Conferenze presso l’Auditorium romeno”, curato dalla Filarmonica “George Enescu”, davanti ad una folta platea, Sua Eminenza, il cardinale Gianfranco Ravasi ha svolto un dialogo con il filosofo e saggista Horia Roman Patapievici, presidente dell’Istituto culturale romeno, partendo dal suo primo libro tradotto in romeno e pubblicato di recente dall’editrice Humanitas, “Questioni di fede. 150 risposte ai perché di chi crede e di chi non crede”, e lanciato appunto nell’ambito dell’evento “Il cortile dei gentili” di Bucarest.
Nell’intervista rilasciata alla fine della visita in Romania, Sua Eminenza ci ha detto che la missione del progetto “Il cortile dei gentili” è: “di riuscire a far sì che due voci diverse, come possano essere, per esempio, nella musica la voce di un basso e la voce di un soprano, abbiano a costruire un duetto. Cioè, di far sì che, pur mantenendo la propria identità, il credente e il non credente siano capaci di costruire armonia, proprio come accade in musica tra due voci così diverse. Quindi incontrarsi, ascoltarsi, entrare in sintonia, pur nella diversità delle concezioni, delle visioni, del mondo, dell’essere, dell’esistere, dell’uomo e della donna. Il mondo odierno ha davanti a sè spesso due atteggiamenti: il primo è quello della superficialità per cui tutto è uguale, tutto è grigio, è il grande rischio del relativismo, del vivere quasi soltanto sugli impulsi primari, il cibo, i vestiti, la moda, i modi di vivere. Dall’altra parte, c’è un atteggiamento aggressivo, tante volte non solo i fondamentalismi religiosi, anche i fondamentalismi laici reagiscono brutalmente cercando di sbeffeggiare l’altro con le loro visioni. Questa iniziativa ha la funzione di creare dialogo. Cioè, due ragionamenti seri che si incontrano “.
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 La mascotte storica di RRI
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