Ritratto di Mircea Eliade |
(2011-06-28) |
Ultimo aggiornamento: 2011-09-05 6:52 EET |
Mircea Eliade, uno dei più importanti storici delle religioni è nato il 13 marzo 1907 a Bucarest e si è spento il 22 aprile 1986 a Chicago. Negli anni 1920 – 1930 si è imposto come leader spirituale di una generazione di giovani intellettuali veramente particolare. La cosiddetta “generazione 27” – che ha ricevuto questo nome proprio da un articolo programmatico di Eliade del 1927 – includeva i filosofi Constantin Noica e Emil Cioran, e aspirava al successo culturale puntando sul vivere intenso di più esperienze sprituali possibili, ma non solo. Come esponente della sua generazione, Eliade pubblico’ negli anni ’30 una serie di romanzi che descrivevano proprio lo stato d’animo dei giovani dell’epoca.
Inoltre, influenzato dal suo mentore, il pubblicista e professore di metafisica Nae Ionescu, Mircea Eliade divento’ simpatizzante del movimento legionario (l’estrema destra interbellica). Nel 1928 parti’ con una borsa di studio per l’India, viaggio che sarà iniziatico per la sua esistenza. Nel 1941 venne nominato addetto culturale della Romania a Lisbona, e fu anche l’anno in cui Eliade si stabili’ definitivamente all’estero.
Nell’Occidente, si inseri’ presto nei cerchi universitari ed entro’ in contatto con tanti storici delle religioni. Fu invitato a tenere lezioni e corsi presso sempre più università del mondo e, nel frattempo, pubblico’ le sue opere fondamentali: “Trattato di storia delle religioni”, “Storia delle credenze e delle idee religiose”, “Il mito dell'eterno ritorno”.
Parallelamente alla sua attività scientifica scrisse lettereratura, prevalentemente novelle fantastiche. I scritti sulla storia delle religioni sono in inglese e francese, mentre la letteratura è scritta in romeno (“la lingua in cui sogno” come la chiamava lui). Nel 1957 divento’ professore alla cattedra di storia delle religioni dell’Università di Chicago, dove rimase titolare fino alla morte.
In Romania, il regime comunista isediato nel ’47 vieto’ la pubblicazione dei suoi lavori. Particolari sulla “carriera” letteraria di Eliade in Romania ci offre lo storico Mircea Handoca:
“La storia comincio’ nel 1967, quando in Romania si pote’ parlare di Eliade dopo un silenzio di 25 anni. Sono apparse alcune sue novelle e ho provato a trovare il suo indirizzo. Dopo aver trovato l’indirizzo dell’Università di Chicago, gli ho scritto una lettera. Sorprendentemente ho ricevuto una lettera molto calda da Eliade in cui invocava l’atmosfera delle redazioni bucarestine del quarto decennio. Gli ho risposto e così cominciò la nostra corrispondenza che durò fino al 1986. In questo periodo, ho ricevuto oltre 60 lettere da Eliade. Nel 1980, fidandosi di me probabilmente, mi ha permesso di esplorare i suoi archivi in Romania, conservati per 60 anni da sua sorella, la signora Corina Alexandrescu. In questi archivi ho scoperto alcuni tesori, come per esempio “Il romanzo dell’adolescente miope”, rimasto inedito per tanto tempo. Ho chiesto il suo permesso e pian piano, nel 1983 –1984, sono riuscito a pubblicare alcuni capitoli sulla rivista “Manuscriptum”. Successivamente nel 1989 sono stati pubblicati i due volumi: “Il romanzo dell’adolescente miope” e la sua continuazione “Gaudeamus”, ha aggiunto Handoaca.
Negli anni ’80, Mircea Handoca è riuscito, dopo tanti sforzi, ad ottenere un passaporto per andare a Parigi ad incontrare finalmente Mircea Eliade. Nella capitale francese i due hanno parlato anche della ricezione di Eliade nella Romania comunista:
“Dopo che gli era stato proibito per 25 anni il dirito di firmare libri e articoli in Romania, negli anni ‘66 – ’67 furono pubblicate alcune novelle di Eliade su varie riviste. L’Editrice di letteratura ha deciso di pubblicare due libri suoi, due – tre anni dopo. Si tratta di “Maytrei” e “Nozze in cielo”. È seguito il libro “Dalle zingare” e altri racconti fantastici. Scontento per il fatto che venissero censurate alcune frasi, questa collaborazione durata due decenni ebbe alti e bassi. Nuovamente gli era stata proibita tre volte la firma sulle riviste romene. Si arrivo’ fino al punto in cui, alla sua morte nel 1986, in decine di paesi apparsero articoli e studi sulla personalità di Eliade, mentre in Romania apparsero in ritardo alcune righe che annunciavano la sua morte”, ha concluso Mircea Handoaca.
Mircea Eliade lascio’ dietro a sè oltre 80 volumi, senza prendere in considerazione i suoi diari intimi ei manoscritti inediti.
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