2025-04-04



















Archivio :
Ritratto della pittrice Alma Redlinger
(2011-04-19)
Ultimo aggiornamento: 2011-04-26 17:56 EET
Pictoriţa Alma Redlinger “Cos’è la mia pittura? Momenti della vita, ricordi catturati su tela ... lungo 65 anni, in dialogo ogni giorno con luoghi, cose, uomini, sentimenti, a cui ho provato – con il carbone, la spazzola o il coltello – a dare una forma” , confessava di recente, Alma Redlinger. A 87 anni, l’artista ancora dipinge, ogni giorno. Ha una serie di mostre personali, tra cui la più recente ospitata dal 16 marzo al 15 aprile dalla Sala Dalles di Bucarest.

“Sognavo da tanto vedere i miei lavori esposti. Nell’atelier sono raccolti e non li vedi tutti nello stesso tempo, vedi uno per volta. Quando vedi i dipinti esposti, è tutta un’altra cosa. E come se non li avessi fatti io. Li riconosco appena”, ha raccontato Alma Redlinger riguardo la sua mostra che ha raccolto i suoi dipinti degli ultimi quattro – cinque anni, a cui si sono aggiunti anche alcuni lavori più vecchi.

La mostra di Alma Redlinger è stata un evento importante, poichè ha radunato oltre 150 lavori – dipinti a olio, ma anche disegni in varie tecniche, la maggior parte in premiera assoluta, anche se l’ultima mostra dell’artista è stata due anni fà.

Nata l’8 marzo 1924, Alma Redlinger si è laureata presso l’Accademia Libera d’Arte e l’Accademia d’Arte Guguianu, avendo come professore l’artista d’avanguardia Max Herman Maxy.

“L’ho detto, e ho scritto tante volte che nel 1939 sono state adottate le leggi razziali, che vietava agli ebrei l’accesso nelle scuole. Allora il pittore M. H. Maxy ha aperto una scuola di pittura. Ho seguito le lezioni del pittore per quattro anni. Quando si è trasferito alla Guguianu, l’ho seguito, cossichè sono stata l’allieva di Maxy per cinque anni. Maxy era un pittore straordinario. Oltre al fatto che ci insegnava il mestiere, soprattutto il disegno e la composizione, ci faceva percorrere tutta la storia dell’arte. Facevamo esercizi e lavori in diversi stili. Lavoravamo per una settimana, nel mezzo della quale lui veniva e faceva delle correzioni, e alla fine presentavamo i lavori con tutto di critica, avendo come invitati vari pittori o studenti di musica o d’arte cinematografica”, aggiunge ancora l’artista.

Quindi, Alma Redlinger si è costruita, essenzialmente, una carriera avanguardista sin dall’inzio, trovando un posto tra gli artisti che hanno assicurato la continuità tra la pittura fra le due Guerre e quella contemporranea. La sua prima mostra è stata nel 1945, all’interno di una mostra di gruppo, per avere poi, nel 1956, esposizioni in Romania e all’estero.

È membro dell’Unione degli Artisti dal 1951, e ha intrapreso, lungo gli anni, viaggi di studi in tanti paesi del continente e in Israele. I suoi lavori si sono trovati, col tempo, in collezioni su quattro continenti. Alma Redlinger è stata insignita di numerosi premi, tra cui il primo, premio gioventù “Anastasie Simu” nel 1945, la medaglia d’oro dell’Accademia Italiana delle Arti e del Lavoro, il premio “Marcel Iancu” e l’ordine “Merito Culturale” nel 2004.

I critici collocano la pittura di Alma Redlinger vicino a quella di Picasso e di Matisse e attirano l’attenzione sul fatto che i lavori dell’artista ci insegnano a guardare, e a riscoprire l’ambiente in cui viviamo. ”Il mistero della pittura lo scopro nella natura, nella realtà circostante. [Lucian Blaga] e provo a raffigurarle cosicchè gli osservatori siano convinti delle realtà dipinte, anche se ognuno vede nei miei dipinti una cosa diversa”, confessava l’artista sul modo in cui crea.

La mostra di pittura e grafica firmata Alma Redlinger si chiude a Bucarest, ma riapre martedì, 19 aprile, al Museo di Storia di Suceava, capoluogo dell’omonima provincia, nel nord della Romania.
 
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