2025-04-04



















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Il Teatro Nazionale di Timisoara
(2011-03-22)
Ultimo aggiornamento: 2011-03-30 12:25 EET
Opera-Teatrul National, Timisoara In un periodo in cui i teatri della Romania stanno affrontando difficoltà finanziarie, il Teatro Nazionale di Timisoara, la bella città cosmopolita dell’ovest del Paese, si arricchisce con nuovi spazi, vince premi europei e sviluppa una collaborazione di successo durevole con l’apprezzato regista romeno Radu Afrim.

Tutto questo avviene da qualche anno, da quando la regista Ada Hausvater ha preso le redini dell’istituzione. Si trova al secondo mandato e nel sesto anno dirigenziale, periodo in cui il teatro è diventato membro della rete internazionale European Theatre Convention e, insieme al regista Radu Afrim, è stato insignito del Premio Culturale Europa 2009. Il premio è stato conferito all’intero staff del Teatro Nazionale di Timisoara e al regista Radu Afrim dal KulturForum Europa “per i loro servizi come ambasciatori culturali’’.

In tale qualità, hanno superato le frontiere nazionali e le barriere socio-culturali tra l’Est e l’Ovest dell’Europa e hanno messo in luce i contesti sociali della Romania e dell’Europa nel loro insieme. Uno degli spettacoli più valorosi messi in scena da Radu Afrim al Nazionale di Timisoara è “La malattia della famiglia M”, di Fausto Paravidino, incluso nella stagione 2008 – 2009 del Teatro Odeon di Parigi.

Il Teatro Nazionale di Timisoara è considerato uno spazio della multiculturalità, ma anche la casa della drammaturgia contemporanea, come spiega la direttrice Ada Hausvater.

“Credo che quello che definisce il teatro sia il radicamento nel contemporaneo, anche se questo ‘’contemporaneo’’ significhi drammaturgia, o il modo in cui si recita. Siamo partiti dalla drammaturgia contemporanea nei primi due anni di mandato. Era assolutamente neccessario ridefinire l’identità del teatro, in un contesto piuttosto confuso in cui si scivolò, poichè c’erano molte compagnie che venivano da fuori Timisioara. In primo luogo, si doveva definire l’identità su piano locale. Poi, dall’altra parte, sapevo che fosse molto importante per gli attori rimmettersi sui propri piedi, lavorando nella drammaturgia contemporanea. Ho voluto, in questo modo, andare verso la drammaturgia universale, ma rimanendo sempre nella maniera moderna. Se mettiamo in scena testi di drammaturgia contemporanea, li riadattiamo. In più, il Festival della Drammaturgia Romena è, per noi, un festival di drammaturgia contemporanea. Ho creato questo elemento di concorso della drammaturgia ultra – contemporanea. Penso che sia molto importante per la nostra società osservare i propri problemi e accettarli o no. In ogni Paese esiste un festival di drammaturgia contemporanea nuova, in modo tale che sorgano nuovi drammaturgi, nuovi correnti, e forse anche nuove soluzioni”, dice Ada Hausvater.

A partire dall’anno scorso, l’istruttore del Festival della Drammaturgia Romena è il critico teatrale Mihaela Michailov, che sottolinea l’importanza di un festival che raccolga spettacoli romeni.

“Prima di tutto, è la migliore modalità di connessione a tutto quello che significa drammaturgia romena. In secondo luogo, in questo momento un festival di drammaturgia romena è molto più di una somma di testi e spettacoli. E’ anche un tipo di progetto sociale. Il modo in cui questo festival è concepito, ci fa capire quali sono le problematiche sociali acute, ci permette di fare un sorta di riflessione sulla società romena contemporanea”, spiega Mihaela Michailov.

Per la prima volta, l’edizione del 2010 del festival ha messo in risalto la drammaturgia contemporanea. Ed è emerso qualcosa di nuovo. “ A partire dall’anno scorso, abbiamo avuto, come new entry, dopo ogni spettacolo, un dibattito con il pubblico. All’inizio c’era la paura che la gente non restasse dopo gli spettacoli. Voglio dirvi che ci sono stati degli spetaccoli dopo i quali sono rimasti quasi tutti gli spettatori. Questi incontri riescono a mettere in discussione proprio la relazione tra il prodotto artistico e il destinatario. È una relazione non tanto sfruttata in Romania – raramente, i creatori di uno show incontrano faccia in faccia gli spettatori”, aggiunge Mihaela Michailov. La sedicesima edizione del Festival della Drammaturgia Romena si terrà tra il 7 e il 15 maggio, con una sezione contemporanea, un’altra di drammaturgia classica romena e al cune presenze internazionali.
 
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