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Filippo Scolari, governatore del Banato |
(2011-02-24) |
Ultimo aggiornamento: 2011-03-02 15:14 EET |
Punto di confluenza tra l’Europa Occidentale e quella centro-orientale, la regione del Banato, collocata nell'ovest della Romania, ha accolto, lungo la sua storia, influenze da entrambe le direzioni. La sua passata appartenenza al Regno d'Ungheria o all'Impero austro-ungarico si è riflettuta non solo nella sua cultura, ma anche nella sua struttura etnica.
Ad esempio, in pieno Rinascimento europeo, vi troviamo un governatore fiorentino, appassionato di cultura e comandante di eserciti. Filippo Scolari fu governatore della regione di Timis all’inizio del XV-esimo secolo. La sua storia è stata evocata a Radio Romania Internazionale dallo storico Ioan Hateganu.
''Nacque a Tizzano, vicino a Firenze, nel 1369, nella grande famiglia Buondelmonti, che diede un Pontefice e numerosi cardinali. Durante le lotte tra Ghibellini e Guelfi, cioè tra chi era favorevole all’imperatore tedesco e chi sosteneva invece il Papa, i Buondelmonti furono sconfitti e si ritirarono dal primo piano della vita sociale e politica. Filippo, detto Pippo, crebbe nel periodo in cui il Rinascimento era in piena affermazione in Italia. Partì da giovane, accompagnato da un mercante, arrivando nella zona del Danubio medio, nel Regno d’Ungheria, a Strigonio (Esztergom), dove c’era anche la sede dell’arcivescovo cattolico dell’Ungheria. Essendo un buon contabile, fu assunto subito dall’arcivescovo”, spiega Ioan Hateganu.
Durante il servizio presso l’arcivescovo, Fillipo Scolari incontrò Sigismondo di Lussemburgo, re dell’Ungheria e della Croazia dal 1387 e della Germania dal 1411. Nel 1433, tre anni prima di morire, Sigismondo diventò imperatore del Sacro Romano Impero.
“Un giorno, l’allora re Sigismondo di Lussemburgo venne a visitare l’arcivescovo cattolico di Strigonio (Esztergom), e Filippo si fece notare per l'agevolazione con cui calcolava le somme di denaro necessarie per alimenti e per il fabbisogno di una campagna militare. Impressionato, Sigismondo lo assunse al suo servizio. Negli anni 1398-1399, Filippo sposò Barbara, di una famiglia nobile ungheresi di Ozora. Da allora, cominciò ad essere chiamato sia Filippo Scolari, sia Filippo di Ozora. Nel 1402-1404, avvenne una delle grandi rivolte nobiliari contro Sigismondo, e Filippo Scolari, fedele al re, si fece notare anche in piano militare, guidando alcuni contingenti militari che lottavano contro gli insorti. Per questa sua fedeltà, Sigismondo di Lussemburgo lo nominò governatore dei comitati del Banato. Era, infatti, governatore delle contee di Timis, Cenad, Caras, Arad, amministrando per conto del re tutto il Banato”, aggiunge lo storico Ioan Hateganu.
Filippo Scolari amministrava anche le riserve di sale dell’Ungheria e della Transilvania. Fu anche Governatore della regione del Severin e consigliere di re Sigismondo.
Scolari sostenne il re nell’alleanza con Mircea il Vecchio, il principe della Valacchia, per la creazione di un fronte comune antiottomano franco-valacco-ungherese.
Purtroppo, la crociata fu sconfitta nel 1396, nella città di Nicopoli, nell'odierna Bulgaria. Conoscitore di più lingue straniere, tra cui forse anche il romeno, Filippo Scolari incoraggiò lo sviluppo culturale della città di Timisoara. Era anche un buon diplomatico.
''Filippo Scolari fu il primo ad esportare il Rinascimento italiano, e Timisoara ed Oradea furono gli estremi orientali della prima diffusione del Rinascimento nell’Europa Centrale. Fu un diplomatico di spicco a livello europeo. Fece da messaggero a Venezia, Bologna e poi a Roma per i preparativi in vista del Concilio di Costanza, in Svizzera. Fu anche ministro degli esteri di re Sigismondo. Nel Banato, attaccato ogni tanto dai turchi che attraversavano il Danubio, condusse delle campagne offensive contro di loro. Nel 1419, assieme al re e agli eserciti da lui capeggiati, sconfisse i turchi e conquistò la fortezza di Severin, rafforzandola così tanto da farla resistere ancora più di 100 anni davanti gli ottomani”, lo storico Ioan Hategan.
Filippo Scolari morì a dicembre 1426, a Lipova, nell'odierna provincia romena di Arad. Lasciò in eredità i suoi soldi per l'edificazione della Rotonda del Brunelleschi ovvero degli Scolari, che fa parte del complesso di Santa Maria degli Angeli a Firenze.
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